03 Marzo 2002

Adda, ora nasce «l'Area Leonardesca»

 
TREZZO SULL'ADDA — Duecentocinquanta siti di pregio distribuiti in categorie: architettura religiosa, architettura delle fortificazioni, architettura agricola ed architettura industriale, centri storici, palazzi, ville e parchi. Ecco l'ossatura del piano di settore dei beni paesistici e culturali del Parco Adda Nord, che prende forma in questo periodo dopo un lungo lavoro di raccolta dati e schedatura da parte di tecnici e consulenti del Parco.
Il piano è diviso in settori: siti sensibili e cartografia della Lombardia nel piano paesistico regionale, beni ambientali della Valle dell'Adda, beni culturali della Valle dell'Adda, strumenti normativi, censimento dei beni sensibili, ragioni e modalità del censimento. Un piano che comporta notevoli novità: tra queste, il fatto che l'intera fascia dell'Adda tra Trezzo e Paderno sia stata denominata formalmente «Area Leonardesca», quindi, praticamente interamente sottoposta a vincolo.
Ma vediamo tra una pagina e l'altra del piano qualche dettaglio circa i beni che, secondo il Parco, saranno parte integrante del patrimonio tutelando: tra le Chiese e gli edifici religiosi vengono citati per quel che riguarda la zona la Chiesa di san Dionigi Cassano e le chiesette di Sant'Antonio e San Colombano a Vaprio; nell'elenco fugurano naturalmente castelli e fortificazioni; ne fanno parte una serie di cascinali reputati monumenti a tutti gli effetti, tra questi la Cascina Rosina a Truccazzano e Cascina Ponti nel cassanese; ovviamente si elencano le centrali, i Linifici e i vellutifici, tutti gli stabilimenti che in qualche modo hanno contrassegnato la storia operaia e produttiva della zona.
Si citano poi alcuni palazzi nobiliari di particolare pregio, come Palazzo Anguissola a Truccazzano, le Ville Gina e Albani a Trezzo, Castelbarco a Vaprio, Melzi d'Eril a Vaprio, Borromeo a Cassano d'Adda. Ma il lavoro certosino riguarda altri beni, molto più piccoli, molto più invisibili: nell'elenco sono indicate e zonizzate cappelle votive e santele distribuite lungo il corso fluviale, e sono indicati numerosi cippi di chilometraggio antichi, disseminati sulle strade e lasciati per lungo tempo all'abbandono.

di Monica Autunno

 

12 Febbraio 2002

Sono trentatre Comuni e tre le province interessate

PARCO ADDA NORD: 250 SITI DI ELEVATO
VALORE STORICO, CULTURALE E PAESISTICO
TUTELATI DAL PIANO DI SETTORE

Il documento è stato consegnato ai rappresentanti degli Enti locali e delle Associazioni interessate il 7 febbraio. Già fissata l'Assemblea del Parco per
adottare il Piano mercoledì 27 in attesa delle osservazioni e della piena operatività

 

 

Poco più di un mese ed il Piano di Settore sui "Siti Paesistico Culturali Sensibili" del Parco Adda Nord sarà approvato definitivamente. Il Piano garantirà la tutela dei beni ambientali ed architettonici che sorgono lungo il tracciato dell'Adda e sul territorio dei 33 Comuni e delle tre province - Lecco, Bergamo e Milano - attraversati dal fiume. Giovedì scorso, 7 febbraio, il presidente del Consorzio Angelo Lecchi ha presentato presso Villa Gina a Trezzo - la sede del Parco - ai delegati degli enti locali, agli esponenti delle associazioni e ad un gruppo di cittadini l'intero documento, consegnando un dettagliato Cd-rom che contiene normative, carte geografiche e fotografie. Il Piano individua 250 siti e beni - dentro e fuori dai confini del Parco - da tutelare e normare perché di preminente interesse storico-culturale e paesistico.

A sinistra il Castello di Brivio, a destra la chiesa romanica di Calco

Una veduta di Lecco e la chiesa parrocchiale di Robbiate

Tra le novità spicca l'assoluto divieto di realizzare grandi infrastrutture quali ponti, attraversamenti e viadotti nel tratto della cosiddetta Area Leonardesca che si estende tra Paderno e Cornate. Vietato anche installare antenne per la telefonia mobile nella Riserva naturale della Palude di Brivio, presso Ville e parchi privati di valore ambientale e nello zone comprese nelle "visuali sensibili" come la veduta di Lecco da Malgrate, il Belvedere del Barro, la veduta dell'Adda dal ponte di Trezzo e di Cassano. Nelle altre zone saranno permessi interventi solo previo parere del Parco e congiuntamente alla realizzazione di misure di mitigazione ambientale. Dunque niente più insegne pubblicitarie e luminose che compromettano la percezione del paesaggio od opere che danneggiano i siti tutelati. Il documento regola nel dettaglio anche dove è possibile transitare con mezzi motorizzati, come costruire le recinzioni delle proprietà, gli spazi riservati al deposito di vario materiale, le forme architettoniche a cui ricorrere e tutto ciò che in generale potrebbe compromettere l'armonia del paesaggio e dei siti protetti.

Alcuni siti tutelati di Paderno d'Adda

Il prossimo mercoledì 27 febbraio il Paino verrà adottato dall'Assemblea del Parco. Quindi ci saranno trenta giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni, trascorsi i quali la normativa diventerà esecutiva a tutti gli effetti.
Il Piano di Settore nasce dalla compilazione del Piano Territoriale Paesistico approvato dalle Regione Lombardia nel 2001. "Con il presente piano di settore si intende gestire normativamente - spiega il documento di presentazione consegnato ai sindaci - l'insieme dei beni paesistico culturali sensibili. In esso si intende prescrivere e normare il settore. Ci si propone altresì di formulare una programmazione organica degli interventi in accordo con gli enti preposti; il principio della concertazione con gli enti locali consorziati sarà la linea guida che ispirerà l'attività dell'Ente gestore nell'attuazione di quanto stabilito dalla normativa".

A sinistra il traghetto leonardesco ed il santuario della Madonna del Bosco di Imbersago

I 250 siti comprendono chiese romaniche, insediamenti industriali di fine '800, luoghi archeologici, posti di memoria storica cappelle votive e angoli di natura particolarmente pregiati. Ogni bene è stato schedato con i principali dettagli storici, mappato e fotografato.
In provincia di Lecco i comuni interessati dal Piano sono Airuno, Brivio, Calolziocorte, Calco, Garlate, Imbersago, il capoluogo, Malgrate, Montemarenzo, Olginate, Paderno, Pescate e Robbiate che ospitano una cinquantina di siti. Per citarne solo alcuni, basta ricordare il Ponte San Michele, il traghetto di Leonardo, il sistema di chiuse, alcuni tratti di riva del fiume, il castello di Brivio, le centrali idroelettriche, tombe romane, ruderi di fortificazione, l'affluenza del Lario nell'Adda, Villa Redaelli, le Fornasette, Cascina Colombano a Calco, il santuario della Madonna del Bosco, Cascina Moncicco a Robbiate… L'Amministrazione comunale di Merate ha invece deciso di estromettersi dal Consorzio lo scorso anno perché troppo ristretta l'area interessata dall'Adda rispetto agli oneri economici ed ai vincoli urbanistici da sostenere.

Daniele De Salvo