03 Marzo 2002
Adda, ora nasce «l'Area Leonardesca»
di Monica Autunno
12 Febbraio 2002
Sono trentatre Comuni e tre le province interessatePARCO ADDA NORD: 250 SITI DI
ELEVATO
VALORE STORICO, CULTURALE E PAESISTICO
TUTELATI DAL PIANO DI SETTORE
Il documento è stato consegnato
ai rappresentanti degli Enti locali e delle Associazioni interessate il 7
febbraio. Già fissata l'Assemblea del Parco per
adottare il Piano mercoledì 27 in attesa delle osservazioni e della piena
operatività

Poco più di un mese ed il Piano di Settore sui "Siti Paesistico Culturali Sensibili" del Parco Adda Nord sarà approvato definitivamente. Il Piano garantirà la tutela dei beni ambientali ed architettonici che sorgono lungo il tracciato dell'Adda e sul territorio dei 33 Comuni e delle tre province - Lecco, Bergamo e Milano - attraversati dal fiume. Giovedì scorso, 7 febbraio, il presidente del Consorzio Angelo Lecchi ha presentato presso Villa Gina a Trezzo - la sede del Parco - ai delegati degli enti locali, agli esponenti delle associazioni e ad un gruppo di cittadini l'intero documento, consegnando un dettagliato Cd-rom che contiene normative, carte geografiche e fotografie. Il Piano individua 250 siti e beni - dentro e fuori dai confini del Parco - da tutelare e normare perché di preminente interesse storico-culturale e paesistico.
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A sinistra il Castello di Brivio, a destra la chiesa romanica di Calco
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Una veduta di Lecco e la chiesa parrocchiale di Robbiate
Tra le novità spicca l'assoluto divieto di realizzare grandi infrastrutture quali ponti, attraversamenti e viadotti nel tratto della cosiddetta Area Leonardesca che si estende tra Paderno e Cornate. Vietato anche installare antenne per la telefonia mobile nella Riserva naturale della Palude di Brivio, presso Ville e parchi privati di valore ambientale e nello zone comprese nelle "visuali sensibili" come la veduta di Lecco da Malgrate, il Belvedere del Barro, la veduta dell'Adda dal ponte di Trezzo e di Cassano. Nelle altre zone saranno permessi interventi solo previo parere del Parco e congiuntamente alla realizzazione di misure di mitigazione ambientale. Dunque niente più insegne pubblicitarie e luminose che compromettano la percezione del paesaggio od opere che danneggiano i siti tutelati. Il documento regola nel dettaglio anche dove è possibile transitare con mezzi motorizzati, come costruire le recinzioni delle proprietà, gli spazi riservati al deposito di vario materiale, le forme architettoniche a cui ricorrere e tutto ciò che in generale potrebbe compromettere l'armonia del paesaggio e dei siti protetti.
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Alcuni siti tutelati di Paderno d'Adda
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Il prossimo mercoledì 27 febbraio il
Paino verrà adottato dall'Assemblea del Parco. Quindi ci saranno trenta giorni
di tempo per presentare eventuali osservazioni, trascorsi i quali la normativa
diventerà esecutiva a tutti gli effetti.
Il Piano di Settore nasce dalla compilazione del Piano Territoriale Paesistico
approvato dalle Regione Lombardia nel 2001. "Con il presente piano di
settore si intende gestire normativamente - spiega il documento di
presentazione consegnato ai sindaci - l'insieme dei beni paesistico culturali
sensibili. In esso si intende prescrivere e normare il settore. Ci si propone
altresì di formulare una programmazione organica degli interventi in accordo
con gli enti preposti; il principio della concertazione con gli enti locali
consorziati sarà la linea guida che ispirerà l'attività dell'Ente gestore
nell'attuazione di quanto stabilito dalla normativa".
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A sinistra il traghetto leonardesco ed il santuario della Madonna del Bosco di Imbersago
I 250 siti comprendono chiese romaniche,
insediamenti industriali di fine '800, luoghi archeologici, posti di memoria
storica cappelle votive e angoli di natura particolarmente pregiati. Ogni bene
è stato schedato con i principali dettagli storici, mappato e fotografato.
In provincia di Lecco i comuni interessati dal Piano sono Airuno, Brivio,
Calolziocorte, Calco, Garlate, Imbersago, il capoluogo, Malgrate, Montemarenzo,
Olginate, Paderno, Pescate e Robbiate che ospitano una cinquantina di siti. Per
citarne solo alcuni, basta ricordare il Ponte San Michele, il traghetto di
Leonardo, il sistema di chiuse, alcuni tratti di riva del fiume, il castello di
Brivio, le centrali idroelettriche, tombe romane, ruderi di fortificazione,
l'affluenza del Lario nell'Adda, Villa Redaelli, le Fornasette, Cascina
Colombano a Calco, il santuario della Madonna del Bosco, Cascina Moncicco a
Robbiate… L'Amministrazione comunale di Merate ha invece deciso di
estromettersi dal Consorzio lo scorso anno perché troppo ristretta l'area
interessata dall'Adda rispetto agli oneri economici ed ai vincoli urbanistici da
sostenere.
Daniele De Salvo
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