TRECATE 28 FEBBRAIO 1994
CRONACA DI UN DISASTRO AMBIENTALE A CURA DI : COMITATO TUTELA AMBIENTE PADERNO D'ADDA E VERDERIO (Lecco)

la Repubblica -Martedì, 1 marzo 1994 - pagina 21 MASSIMO SARTORIELLO
SCOPPIA UN POZZO E PIOVE PETROLIO

Paura, strade e treni bloccati Allarme in Lombardia e Piemonte. Una nube si è alzata, minacciando migliaia di persone NOVARA - La paura che quella pioggia mai vista, oleosa, che stava trasformando inspiegabilmente tetti, strade, automobili e persone in macchie nere, portasse il disastro c'è ancora: non è bastato un comunicato arrivato in serata per rassicurare ventimila persone che "non ci sono pericoli per la salute, che la pioggia nera non ucciderà". Il pomeriggio di panico per gli abitanti di Trecate e Romentino, a una manciata di chilometri da Milano, e l'allarme in Piemonte e Lombardia, è cominciato alle sedici e trenta, quando si è spaccata una tubazione del pozzo di trivellazione del "deposito 24" dell'Agip di Trecate. Un sibilo, poi un getto violentissimo si è alzato in cielo: una colonna di petrolio, metano e materiali ferrosi che si è unita alla pioggia che stava cadendo. Dopo pochi minuti il "fungo" è diventato enorme, una nube spessa settanta metri, larga tre chilometri, ad un centinaio di metri di altezza ha oscurato il cielo. Mentre scattava l'allarme nel deposito, uno dei più importanti dell'Agip (è in funzione da cinque anni), la pioggia oleosa e un forte odore di zolfo cominciavano a creare il panico: l'asfalto delle strade è diventato viscido, la gente ha temuto che quelle gocce portassero la morte, è stato un fuggi - fuggi, poi la paralisi per vetture e treni. Alle 17 e trenta Trecate e Romentino sono diventate off-limits: la statale 11 per Milano, la Novara - Milano e la Novara - Varese sono state interrotte. Bloccati anche i convogli ferroviari, che sono stati dirottati sulla Torino - Alessandria - Milano. Attorno al deposito, nessuna abitazione. Solo una cascina, dalla quale è stata portata via, per precauzione, una famiglia. Soltanto dopo qualche ora è arrivata una nota dell'Agip, che ridimensionava così: "Non ci sono state esplosioni in superficie. Non ci sono né morti né feriti". Poi, la spiegazione parziale di quello che era successo al "deposito 24", "saltato" a Cascina Cardana, a tre chilometri da Trecate: "Non appena la tubatura è saltata, a causa di uno scoppio avvenuto in profondità, è scattato il sistema di sicurezza". Sono stati mobilitati mezzi e tecnici in collaborazione con esperti internazionali per mettere la situazione "sotto controllo". Per qualche ora, quando ancora non c'erano notizie precise sulla composizione della nube, si è temuta persino un'esplosione di dimensioni terrificante. Il prefetto di Milano, Giacomo Rossano, ha costituito una task-force di esperti attivando la sala operativa della protezione civile. L'allerta ha mobilitato uomini della Questura, della polizia stradale, dei vigili del fuoco di Novara. L'allarme ha fatto scattare altre unità di pronto intervento nelle città più vicine. La grande paura è rientrata soltanto dopo l'analisi fatta dai tecnici dei vigili del fuoco: la concentrazione di acido solfidrico nell'aria è risultata di 0,4 parti per milione (la soglia di pericolo è fissata a dieci per milione). Mentre veniva diffuso il comunicato che allontanava lo spettro di Seveso, partivano dal deposito Agip di Crema gli "specialisti" per turare la falla. L'operazione è andata avanti per tutta la notte. Ma adesso resta la preoccupazione per gli effetti che l'acqua mista a petrolio potrà avere sull'ambiente: per ore e ore la miscela è precipitata su campi, risaie, coltivazioni. Saranno necessarie analisi sui corsi d'acqua. Sul caso si è immediatamente pronunciata l'associazione Ambiente e lavoro, ricordando che "in Italia ci sono migliaia di aziende a rischio, un centinaio delle quali in Piemonte e circa trecento in Lombardia". Il deposito Agip di Trecate è sopra uno dei più importanti giacimenti petroliferi italiani: il "greggio" fu scoperto dieci anni fa a seimila metri di profondità.

Corriere della Sera, martedì, 01 marzo 1994 Castoldi Marco, Cavadini Federica
Salta un pozzo, pioggia di petrolio

Un incidente ha trasformato in "geyser" un impianto dell'Agip a Trecate, nel Novarese. Allarme fino a tarda notte Salta un pozzo, pioggia di petrolio Evacuate trenta persone, traffico in tilt, gravi rischi per l'agricoltura TRECATE (Novara) . Un geyser che erutta una colonna di greggio e gas alta 100 metri, dispersa in u n raggio di due chilometri con un frastuono paragonabile al decollo di un aereo: pioggia nera e panico, da ieri pomeriggio, quando attorno alle 16 è saltato il pozzo di trivellazione Agip Trecate 24 di "Villa Fortuna", in località Cascina Cardana. La tensione è rimasta alta fino a notte fonda e dietro le finestre ricoperte da una morchia nerastra sono stati in molti a tenere i bagagli pronti per una rapida fuga. La Protezione civile, pur escludendo pericoli per la popolazione, ha evacuato una trentina di persone da alcune cascine, mentre l'unità di crisi insediata presso la Prefettura di Novara ha concordato con l'esercito un piano per l'eventuale sgombero di duemila abitanti, circa un quarto dell'intera popolazione di Trecate, nel caso di peggioramento dell'inquinamento atmosferico. Sorvegliato speciale l'acido solfidrico, una sostanza tossica e altamente infiammabile sprigionata assieme al petrolio: la concentrazione atmosferica, comunque, si è mantenuta attorno a 0,4 parti per milione, molto distante dalla soglia di pericolo fissata in 10 parti per milione. Gravi anche i rischi di contaminazione per le zone agricole (in particolare le risaie), le rogge e lo stesso Ticino, coperti da un velo oleoso su una fascia di 15 chilometri lungo il fiume tra Romentino e Cerano. In serata è arrivato un funzionario del servizio inquinamento presso il ministero dell'Ambiente. L'area di Trecate è una delle 18 zone a rischio studiate dal ministero dell'Ambiente nel '92. Aree particolarmente critiche, con alta concentrazione di impianti industriali a ridosso delle case. "Per Trecate in particolare . ha spiegato Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente . esiste uno studio particolareggiato, in quanto si tratta di un'area molto delicata". L'incidente ha infatti coinvolto un territorio naturale compreso nel Parco del Ticino, a cavallo del confine con la Lombardia. Ancora incerta la dinamica: stando ai primi rilievi della Protezione civile, si sarebbe rotta una tubazione del pozzo di trivellazione, che aspirava il greggio a circa due chilometri di profondità. Nella zona, subito isolata dai vigili del fuoco, è presente un elettrodotto da 150 mila volt che l'Enel ha provveduto a disattivare a scopo precauzionale. Dall'Agip di Crema e Parma sono arrivate squadre di esperti specializzati nella chiusura di pozzi: hanno passato tutta la notte a far la guardia alla torre di trivellazione squassata dall'eruzione di greggio. Da parte sua, la società petrolifera ha voluto sottolineare la tempestività del dispositivo di emergenza, che prevede "la mobilitazione di mezzi tecnici specializzati, in collaborazione con esperti a livello internazionale, allo scopo di mettere rapidamente la situazione sotto controllo". La pioggia nera ha sorpreso, oltre agli abitanti di Trecate, anche migliaia di pendolari: traffico bloccato dalla Polizia stradale sulla statale 11 Novara Trecate. Paralizzata anche la ferrovia Milano Torino tra Novara e Magenta (i convogli sono stati deviati sulla Torino Alessandria Milano). Appesa a un filo l'agibilità dell'autostrada A4 Milano Torino: i vigili del fuoco sono rimasti in contatto con il centro meteorologico dell'aeroporto militare di Cameri, pronti a bloccare l'autostrada se il vento avesse cambiato direzione. Autorità in allerta anche sulla sponda lombarda del Ticino: il prefetto di Milano, Giacomo Rossano, ha attivato la sala operativa di Protezione civile, mentre gli ospedali lombardi si sono tenuti pronti ad accogliere eventuali vittime di intossicazione. Quello di Trecate è uno dei giacimenti petroliferi italiani più importanti. Il greggio fu scoperto nel 1984, a una profondità di quasi sei chilometri. Contro l'incidente di Trecate puntano ora i l dito gli ambientalisti del Wwf, che ricordano "il dramma delle aree ad alto rischio ambientale e della mancata applicazione della cosiddetta "direttiva Seveso".

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